A conclusione della prima edizione del Festival Italia – Per una rinascita delle arti, dedicata a Osvaldo Cavandoli, il creatore della Linea, nel decennale della sua scomparsa, Wow Spazio Fumetto (viale Campania 12, Milano) ospiterà la festa conclusiva della manifestazione.
Il Museo del Fumetto diventerà così la nuova sede della statua dedicata alla Linea finora esposta in via dei Mercanti e al MUMI (Museo Ecologico di Milano), realizzata dall’artista cileno Patricio Parada e dall’artigiano Simone Pignata. La statua sarà collocata accanto al tavolo d’animazione di Osvaldo Cavandoli, donato dal figlio dell’animatore, Sergio Cavandoli, e presente al museo sin dalla sua apertura.
Martedì 19 dicembre dalle ore 18.30, a conclusione del Festival, la statua della Linea troverà una nuova casa presso WOW Spazio Fumetto grazie alla collaborazione della Protezione Civile, che si occuperà del trasporto.
All’incontro, un’occasione per festeggiare la conclusione del Festival Itala, saranno presenti il figlio di Osvaldo Cavandoli, Sergio, i rappresentanti dell’associazione culturale Bottega Partigiana e del centro socio-culturale La Fabbrica dell’Animazione, organizzatori del festival.
La Linea
Nel 1968 Osvaldo Cavandoli creò il personaggio della Linea: un buffo ometto dal naso prominente composto da una linea bianca dotata di un’incredibile vitalità. È stato uno dei protagonisti di una trasmissione unica e irripetibile, Carosello, che che per vent’anni, dal 1957 al 1977, ha saputo tenere compagnia agli italiani raccontando nel contempo l’evolversi della società. Grazie ai suoi straordinari slogan, ai suoi indimenticabili personaggi e al talento degli artisti che vi collaboravano, la pubblicità di Carosello era più attesa delle trasmissioni stesse.
In ogni episodio, la Linea è alla ricerca di qualcosa. Purtroppo sul suo cammino trova sempre qualche ostacolo, ed è costretto a chiedere l’aiuto al disegnatore, che generalmente si diverte a complicare ulteriormente la situazione con esiti catastrofici. Ma cosa cerca la Linea? «Lui cerca Lagostina!». E a quel punto l’impietosito disegnatore schizza velocemente una casetta attorno all’ometto, finalmente felice.
Ad aggiungere comicità alle vicende contribuisce anche la voce di Giancarlo Bonomi, che dona alla Linea un curioso grammelot dalle forti inflessioni milanesi. Le musiche sono affidate a Franco Godi e Corrado Tringali.
Negli anni, la Linea diventa un personaggio popolarissimo: le sue avventure animate proseguono anche dopo la conclusione di Carosello, vengono esportate all’estero e trasformate anche in fumetti.
Osvaldo Cavandoli
Nasce a Maderno sul Garda (BS) il 1° gennaio 1920, ma si trasferisce bambino a Milano. Tra il 1937 e il 1942 è disegnatore industriale, prima all’Alfa Romeo poi in una ditta d’armi di Saronno. Dal 1943 al 1947 lavora per la Pagot Film al lungometraggio I fratelli Dinamite e a vari cortometraggi.
Dal 1947 al 1956 produce, in società con l’amico fotografo Ugo Moroni, una ventina di corti d’animazione con pupazzi, destinati alle pubblicità nelle sale cinematografiche come Gli assi nelle maniche, Bill il pistolero e La piccola guerra.
Dal 1956 al 1964 collabora con diversi studi per la pubblicità televisiva, appena nata. Dal 1965 al 1967 lavora ai corti pubblicitari di Lancillotto e Re Artù e della Mucca Carolina con Marco Biassoni e Giuseppe Laganà.
Nel 1968 crea la Linea, che l’anno dopo viene scelto per la pubblicità delle pentole Lagostina: verranno prodotti 37 filmati in sei anni, vincendo il premio della critica ad Annecy nel 1972 e a Zagabria nel 1973. Nel frattempo realizza i minifilm L’amore è la fine, Attenti alle colombe! (prima in bianco e nero, poi a colori) e La Linea a colori.
Negli anni Settanta prosegue con la Linea, che diventa un volume Bompiani e poi un fumetto su Il Giornalino, e vince lo Yellow Kid e il Premio Bordighera per la letteratura umoristica, oltre a continuare a lavorare nella pubblicità televisiva.
Negli anni Ottanta, grazie all’agenzia Quipos, Cavandoli conosce un grande successo in tutto il mondo, arrivando ad oltre ottanta film della Linea, mentre viene quasi snobbato in Italia. “Nemo propheta in patria” è il commento dell’autore.
Muore a Milano (Italia) il 3 marzo 2007.
(c.s.)
