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Federico Memola

Federico Memola

La Sbam-redazione ha incontrato Federico Memola, sceneggiatore di fumetti da anni sulla breccia e oggi impegnato – tra le altre cose – in un interessante esperimento di fumetto on line. Ce lo siamo fatti raccontare da lui, approfittandone per conoscere meglio anche il mondo degli sceneggiatori italiani di oggi. L’intervista completa è disponibile sul numero 4 di Sbam! Comics (scaricabile gratuitamente da qui), anticipiamo qui una prima parte della nostra chiacchierata con Federico.

Di cosa ti stai occupando al momento?
Sono un libero professionista, quindi mi muovo tra vari editori seguendo i loro progetti. Attualmente sono impegnato con le Edizioni San Paolo sul Giornalino e sono direttore editoriale di Edizioni Arcadia. Intanto ho lanciato questa iniziativa sulla rete con Agenzia Incantesimi. Per il momento, non è un “lavoro”, ma un progetto no-profit: nessuno percepisce compensi e nessuno paga per leggerlo. Però mi piacerebbe riuscire presto a trovare qualche sistema di finanziamento per poter pagare almeno un minimo quanti stanno gentilmente collaborando al progetto. Sono stati tutti avvisati sin dall’inizio che al momento non esiste garanzia alcuna in questo senso (chi aderisce lo fa per passione, per fare esperienza o magari per avere una vetrina), ma vorrei davvero poter offrire loro qualcosa di più tangibile della mia semplice gratitudine!

Il momento che viviamo è indubbiamente difficile, e non certo solo per i fumetti. Ma come è oggi il mondo degli sceneggiatori? Si parla sempre dei disegnatori, mentre la vostra figura è un po’ meno sotto la lente degli appassionati.
I disegni sono la prima cosa che salta all’occhio e sono un linguaggio universale: una bella immagine è comprensibile in tutto il mondo. Una storia va letta, possibilmente fino in fondo, per essere apprezzata. E poi noi sceneggiatori siamo in numero decisamente inferiore: per ogni 100 disegnatori che si propongono per lavorare nel mondo fumetto, ci saranno due o tre sceneggiatori; e di questi solo… mezzo riesce a lavorare con regolarità! Il mondo del fumetto era in crisi già da tempo e la situazione di oggi non ha fatto che aggravare il tutto. Senza fare nomi, parlando con alcuni editori e colleghi ho saputo di vendite dei loro albi molto inferiori a quanto si possa pensare, sulle 4.000 copie in edicola! Meno lettori comportano meno soldi e quindi meno lavoro (e spesso minore qualità, visto che i disegnatori devono lavorare a ritmi frenetici per compensare con la quantità il basso compenso a tavola!), è inevitabile. Proprio grazie all’universalità del disegno, molti illustratori riescono fortunatamente a trovare lavoro anche all’estero, soprattutto in America e Francia. Per uno sceneggiatore è estremamente più difficile: gli editori degli altri paesi sono decisamente diffidenti e prevenuti nei confronti degli sceneggiatori non di madre lingua e tendono a non prenderli nemmeno in considerazione. Possono essere occasionalmente interessati a tradurre un’opera realizzata all’estero (probabilmente perché colpiti dai disegni!), ma difficilmente accetteranno proposte da uno sceneggiatore straniero.

Quindi cosa suggerisci agli esordienti?
Se fate questo lavoro per passione o in concomitanza con altre attività che già svolgete, va benissimo. Ma oggi pensare di viverci è veramente difficile. Non impossibile, sia chiaro, ma difficile.

Veniamo al tuo progetto on line. Da dove nasce Agenzia incantesimi?
E’ nato come spin-off di Jonathan Steele e veniva pubblicato in albi annuali a colori: erano raccolte di storie brevi centrati sulle due co-protagoniste, Myriam e Jasmine. Filosofia della testata era proporre storie ambientate nell’universo di Jonathan Steele, ma più briose ed allegre, anche un po’ sexy. Ogni storia era affidata a un disegnatore diverso senza vincoli di stile, lasciando libero sfogo sia a me – che potevo sbizzarrirmi su situazioni che la serie regolare non permetteva – che a lui, il cui unico obbligo era quello di rispettare la caratterizzazione delle protagoniste. Così abbiamo avuto storie di stile molto realistico accanto ad altre con tratto più comico o grafico. Tutto questo permane sulla serie che oggi realizziamo per il web, che ripropone le vecchie storie mentre altre nuove sono già in lavorazione. Ogni storia è lunga dalle 10 alle 24 pagine ed è un episodio autoconclusivo (tutto disponibile gratuitamente sull’apposito sito).

(19/08/2012)

Categorie:
Interviste
Nuvole Parlanti
Tag:
Agenzia Incantesimi
Edizioni Arcadia
Federico Memola
Jonathan Steele
Myriam e Jasmine

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