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Romanini & Bovarini: grandi maestri a Wow Spazio Fumetto

Romanini & Bovarini: grandi maestri a Wow Spazio Fumetto

Già proposta a Bologna, la mostra Giovanni Romanini. Una lunga cavalcata fra le nuvole parlanti è ora a disposizione del pubblico milanese presso le sale di Wow Spazio Fumetto: un ottimo modo per ricordare un grandissimo maestro del Fumetto italiano, che noi di Sbam! intervistammo anni fa, scoprendo una persona gentile e disponibilissima, e che abbiamo poi incontrato a più riprese fino alla sua prematura scomparsa.

La mostra – visitabile fino al 12 febbraio 2023 ad ingresso libero, in viale Campania 12 a Milano – prevede anche l’inserimento di alcune opere mai esposte in precedenza e ripercorre l’incredibile carriera di Romanini, cominciata con lo strettissimo rapporto lavorativo e di amicizia con Magnus, che passò tra Alan Ford, Kriminal e Satanik, La Compagnia della Forca e il meraviglioso Texone, ultimo lavoro del maestro Raviola nel quale l’apporto di Romanini fu essenziale.
Molte e appetitose anche le collaborazioni con Sergio Bonelli Editore, riguardo la quale sono esposte tavole tratte da Zona X e da Martin Mystère, e con Disney, con illustrazioni a colori dedicate a Zio Paperone e Paperinik e una tavola inedita con protagonista Topolino.
Una visita doverosa per gli appassionati di Grande Fumetto.

Da maestro a maestro, Wow Spazio Fumetto ha annunciato anche l’inaugurazione della mostra dedicata a Maurizio Bovarini. Riportiamo di seguito il comunicato con tutti i dettagli.

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Maurizio Bovarini disegnatore – dal 4 febbraio al 16 aprile 2023 – Wow Spazio Fumetto, viale Campania 12, Milano – Orari: dal martedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00; sabato e domenica dalle 14.00 alle 19.00 – Ingresso: 7 € (ridotto 4 €)

Wow Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano dedica una mostra a Maurizio Bovarini, uno dei protagonisti del nostro fumetto, a 36 anni dalla scomparsa. Oltre 150 disegni originali tra illustrazioni, vignette e fumetti illustrano al pubblico il suo lavoro, dalle riviste satiriche francesi degli anni Sessanta a quelle italiane dei Settanta e Ottanta, passando per collaborazioni importanti con Linus, il Corriere dei Piccoli e il Festival dell’Umorismo. Pennini e pennelli in continuo movimento a suon di jazz, altra sua grande passione. La mostra è a cura di Paolo Valietti, Moltimedia Fattoria digitale.

Maurizio Bovarini disegnatore è una mostra monografica che omaggia, a 36 anni dalla scomparsa, Maurizio Bovarini, disegnatore di indiscussa qualità, protagonista di una stagione molto fertile del fumetto e dell’illustrazione italiana.

Maurizio Bovarini realizza le prime illustrazioni negli anni ’50 per il settimanale Le Ore poi, nel decennio successivo, inizia a collaborare con il Corriere dei Piccoli e a partire dal 1962 si fa conoscere oltralpe e soprattutto in Francia, grazie ai lavori pubblicati sulle riviste Siné-massacre, Adam e Bizarre. Tra il 1968 e il 1969 dirige la rivista Kara Kiri, versione italiana della francese Hara Kiri che si trasformerà poi in Charlie Hebdo.
Ma è sulle pagine dei supplementi di Linus che i lettori più attenti imparano a riconoscere il suo segno veloce e preciso, spietato ed espressionista. Per la rivista fondata da Giovanni Gandini crea, tra gli altri, le serie Kariplo e Philadelphia Miller, quest’ultima pubblicata anche in Francia su Charlie e in seguito raccolta nel volume La dinastia dei Miller. Le sue sono le pagine di un grande autore, destinato a essere poco storicizzato, che vengono pubblicate accanto al meglio del fumetto del periodo. Sono anni convulsi per il fumetto non seriale. Le riviste che lo ospitano sono molte, ma la successiva pubblicazione in forma di libro è più un’eccezione che una regola. Bovarini, che dalla metà degli anni Settanta si fa rappresentare da Quipos, l’agenzia di fumettisti e disegnatori fondata da Coleta Goria e Marcelo Ravoni, si muove in quel mercato con sapienza. Pubblica sulle riviste, costruisce libri, lavora con i periodici disegnando strisce, vignette, illustrazioni e copertine. È così che nel 1970 arriva il primo volume a fumetti, Ricco Ridens, seguito nel 1972 da Ultimo tango a fumetti, parodia del film di Bernardo Bertolucci, e da Eia eia trallallà (1975), racconto semi-serio dell’Italia fascista.

Lo troviamo pubblicato su quasi tutte le pubblicazioni umoristiche e satiriche italiane degli anni Settanta-primi Ottanta. Ritorna occasionalmente al fumetto sulle pagine di Linus, Eureka e Alter Alter. Intensifica la sua attività di illustratore in particolare con l’editore di Tempo Medico.
Il volume Schizzofrenia (con doppia z) del 1982 raccoglie le vignette realizzate a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta.
Parallelamente coltiva la passione per il jazz, espressa ovviamente attraverso il disegno. Bovarini ritrae e rappresenta i principali artisti della scena jazzistica internazionale che si esibiscono fra Bergamo, città che gli ha dato i natali e Milano, città d’adozione.

Questa mostra e questo catalogo sono il tentativo, sartoriale, di mostrare come tutti questi ritagli, cuciti insieme con cura e attenzione, possano essere confezionati nell’abito di un autore di grandissima classe.
Attraverso un percorso cronologico che accosta disegni originali ad una selezione di pubblicazioni europee sulle cui pagine Bovarini è stato pubblicato, il visitatore ha la possibilità di seguire l’evoluzione continua del segno che accompagna il lavoro di tre decenni.
Si parte dai primi disegni degli anni Sessanta per le trasgressive riviste francesi fino a L’Enragè del maggio 1968, passando poi attraverso i personalissimi fumetti dei primi anni Settanta, con rivisitazioni inusuali del western classico, incrociando il poliziottesco e il fumetto storico, fino alle vignette per i giornali satirici italiani degli anni Settanta – Ottanta.
I grandi formati degli originali consento di riscoprire disegni inevitabilmente penalizzati dalle riproduzioni tipografiche in piccolo formato del periodo.
Sono presenti poi due sezioni specifiche: la prima dedicata ai sorprendenti disegni dedicati all’amato Jazz e una seconda in cui sono esposti 24 disegni tratti da “Eia eia trallallà”, il libro sul fascismo (per ricordare come eravamo) che rappresenta probabilmente il livello grafico più alto raggiunto dall’artista.

Sabato 4 febbraio alle ore 16.30 si terrà un incontro di presentazione con il curatore Paolo Valietti con Boris Battaglia e Paolo Interdonato della rivista Quasi. Un informale dialogo per ripercorrere la carriera e i contesti nei quali il disegnatore ha trovato spazio.

Categorie:
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Tag:
Giovanni Romanini
Maurizio Bovarini
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